Chi è il blu, il suo nome? Dove si tiene il rosso? E il giallo, e il verde si trovano nel prato o sulla retina?
Questa mandarino si confonde nell'erba per te, daltonico che li nomini allo stesso modo. Chi mente?
Sono forse le parole a sviarci, poiché la notte cancella il verde dell'erba, fa mentire l'arancione che cessa di esserlo.
Considerando il bianco e il rosso del porfido, John Locke fa questa osservazione: Fate che la luce non vi cada sopra, il suo colore svanisce, e il Porfido non produce più tali idee in noi. La luce ritorna, e il Porfido eccita ancora in noi l'idea di questi colori. Ci si può figurare che non sia avvenuta nessuna alterazione reale nel Porfido per la presenza o l'assenza della luce; e che queste idee di bianco e di rosso siano realmente nel Porfido quando è esposto alla luce, poiché è evidente che non ha alcun colore nelle tenebre?
Ecco le tenebre: i colori, come animali spaventati, vi sprofondano al punto di non essere più.
Cromo/Cronos
Anch'io mi perdo a comprenderli, perché qui, in Cyb, i colori non particolarizzano un oggetto, ma si costituiscono in pensiero mentre si organizzano nell'opera.
Dire che la pittura è fatta di colore è un truismo, sia che si riferisca al reale, sia che ne esprima le materie. Ma in Cyb, i colori, ridotti a un minimo, mirano a uno spazio le cui profondità si organizzano nel confronto dei toni; quanto alle disposizioni delle forme, si immaginerà che siano risposte a ciò che in lei fece sensazione:
L'Opera fa strappo e convoca il rosso — il lampo nero sul sipario rosso.
L'Arte nella sua ferita originale lega un cielo verde di promesse a una terra arata.
L'Italia e la Grecia sotto fuochi rossi e gialli invitano alla perennità di un blu assente sulla carta, ma remanente sotto l'effetto di una suggestione dei sensi, ben al di là della retina.
Così come il Giappone che nelle tele recenti dell'artista convocava un tale verde che non si può dimenticarne la stridenza.
Il nero per scrivere, inscrivere, scavare, cercare saggezza. E infine i colori per abitare poeticamente il mondo.
Dietro queste porte, una stanza dell'inventario di ciò che attrae Cyb.
Evidente per chi conosce l'artista, ma perché nasconderli dietro una porta se non per affilarne il mistero e che l'alchimia si imprima sulle grandi fronti studiose.
Quanto al poeta, li posò sulla soglia delle vocali, promettendo nei suoi versi di rivelarci dei colori le loro nascite latenti. Ciò che fa Cyb a modo suo.
