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Barocco astratto Kokedera — Di Théodore Blaise

2018Théodore BlaiseArticolo
Barocco astratto Kokedera — Di Théodore Blaise

Barocco Astratto

Kyoto - Kokedera

Sotto il titolo di Barocco Astratto, Cyb, che conosciamo come pittrice e che si è sempre saputa amante della scrittura, propone alle edizioni Area un abbecedario che intitola Barocco Astratto, il che può al contempo sembrare un ossimoro quanto un pleonasmo, ma provoca una deflagrazione dei sensi, da cui sgorgano allora pensieri senza misura altrove. Si coglie nel rigoglio delle sue parole. Concepiamo che l'arte sia cosa mentale e tutto è detto: mentale, ecco la sua parte astratta… Quanto alla cosa, chi può dubitare che la pittura, qui attiva presenza dello spirito, ci parla.

Il testo del libro, a decine, offre le sue entrate: fascino dell'improbabilità quando si affiancano saggi in abbozzo – elaborazione di un pensiero sull'arte – e frecce intime, cariche di profumi venuti d'altrove, la cui coruscante intensità ci conduce ai margini dell'infanzia. Le lame del sole hanno saziato fin dall'origine la sensibilità di Cyb, hanno prodotto i fermenti di una riflessione i cui sostegni: la musica, la letteratura e la filosofia costituiscono delle virtù cardinali, che il suo abbecedario consegna a piccoli tocchi. Resta la pittura. La si indovinerebbe come il prodotto di tutto ciò, oppure sarebbe la sua meccanica a ordinare questo tutto che lei è. La sua pittura, senza concessioni, non è fatta per piacere, al primo sguardo disturba o seduce perché non è che l'approvazione totale di ciò che l'artista è nel profondo di se stessa. Irruzione: Cyb non dipinge con la schiena curva sotto il peso di ciò che sa o la seduce, e la sua cultura non ha presa né sul suo gesto, né sulla sua tavolozza che noleggia solo toni puri, attraverso la magia dei fosfeni. Giochi ritmati in accordi di monocromi e stridenze di toni posti in contrasti. Queste opere non invitano alla degustazione plastica, ma stimolano lo sguardo lasciando la visione libera. I suoi colori posati con un tocco tutto in stecca, intrecciano le curve, inducono rivoluzioni ottiche. Il colore qui milita per il proprio spazio e trionfa sul quadro che diventa, specialmente nelle ultime opere, fonte di energia. Prova attraverso lo sguardo di tutto il corpo annegato in un altrove di cui ignoro il nome, ma che mi trasporta in campi positivi. I titoli di Cyb accostati al quadro, evocazione spesso viaggiatrice, sono necessari solo a lei, e non disturbano in nulla lo stupefacente trasporto che la sua pittura procura.

Nella sua esposizione al Select, la magia degli specchi del luogo – che da più di un secolo ha accolto i più grandi – moltiplica ancora i turbinii del colore, e lì, si crede di comprendere ciò che barocco suggerisce.